Storia

“Si va nelle Chiese
anche per motivi turistici.
Ogni pietra, ogni altare, ogni oggetto però
non sono stati costruiti e collocati
per soddisfare la curiosità dei turisti.
La chiesa, la nostra Chiesa è lì in piazza,
perchè chi crede, forte della propria fede,
vi trovi motivi di speranza e stimoli alla carità.
Anche il non credente può trovare motivo
per varcarne la soglia.”

Tre diverse Chiese ebbe in epoche varie questa antica Parrocchia, e da esse sisuddivide in tre rami la serie degli Arcipreti che la ressero. Dedicata ai SS. Martiri Ippolito e Cassiano, e sorgeva nel Castello vicino alla vecchia torre. Dei Parrochi di essa non si ha memoria che di un Alberto il quale nel 1154 ottenne dall’ Arcivescovo di Ravenna Mose’ una Bolla (è scritta sul tenore delle Bolle Pontificie ed esiste nell’archivio Capitolare d Mantova), da cui si rileva che l’anzi detta chiesa era sin d’allora Arcipretale Plebana soggetta al Vescovo di Reggio e che i suoi parrochi godevano certi privilegi di onore e giurisdizione sopra tutta la Pieve comprendente le Cappelle poste nell’ ‘Isola di Suzzara cioè quelle di S. Colombano di Riva, S. Giacomo di Cizzolo, S. Nicolò di Letabellano, di S. Leone (Sailetto), S. Prospero, e S Michele di Brusatasso. Sul finire di detto secolo, Suzzara colla sua Pieve, meno Cizzolo, venne aggregata alla Diocesi di Mantova.

Abbandonata la Chiesa del Castello che fu più tardi demolita, cominciò (non si conosce precisamente in qual epoca, ma verosimilmente non prima del 1400) ad usarsi come parrocchiale quella intitolata a S. Biagio, e poi ampliata nel 1636, occupava la maggior parte dell’area della presente, ma in direzione opposta, cioè colla facciata a ponente, e col Coro poggiante ove ora comincia il piazzale Della quale seconda chiesa, benché altri senza dubbio saranno preceduti, il primo Parroco di cui si conosca il nome e l’epoca fu il Nobile Ippolito de Ghisi di Mantova, che avendola in Comanda la resse per mezzo di Vicariati, e per opera del quale avvenne nel 1641 l’alienazione in enfiteusi (se ne trova il Processo negli atti di questo Archivio Parrocchiale) di tutti i beni della Prebenda Parrocchiale che consistevano in 234 biolche di terra.
Da esso Commendatore decorre certa e non interrotta la serie dei parrochi successori.
Dopo molti progetti iniziati sino dal 1831 dall’Arciprete Ugolotti per radicali opere di riforma alla vecchia angusta chiesa di S. Biagio, nel 1847 venne il Comune di Suzzara nella generosa deliberazione di edificare a sue spese un nuovo tempio; ed è questo che architettato dall’ing. Antonio Arrivabene di Mantova, cominciato nel 12 maggio 1853 con proposito di intitolarlo all’ “Immacolata Concezione di Maria SS.”, compiuto e onorato nello spazio di poco più di 18 mesi, venne Insieme col Civico Ospitale di nuova fondazione Montecchi, inaugurato e aperto al pubblico culto il giorno in cui seguiva la Solenne dogmatica definizione del suo titolo 8 dicembre 1854: e finalmente consacrato dall’ Illustrissimo ac Reverendissimo Monsignor Vescovo Giovanni Corti (allora Pastore di Mantova) nella 3a domenica 17 maggio 1863 con soddisfazione universale ,essendone Parroco Don Lorenzo Rosa.
La attuale chiesa risale al 1853. Il 12 maggio di quell’anno fu posta la prima pietra e l’8 dicembre del 1854 fu aperta al pubblico e dedicata all’ “Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, essendo stata abbattuta il 5 aprile del 1853 la chiesa precedente, costruita ad opera degli Ippoliti.
Ultimamente fu restaurata e rimaneggiata nel periodo 13 aprile 1953-8 luglio 1955, mentre era parroco don Luigi Cavagnari. In questi lavori, diretti dal prof. Dal Prato con la collaborazione dei geom. Rebegoldi – Gorni – Benatti, ed eseguiti dell’impresa Medardo Moretti, furono rifatte le cappelle laterali all’altare maggiore, fu aperto il presbiterio, fu sostituito il vecchio altare con uno in stile barocco proveniente della chiesa di Pieve di Coriano e furono rifatti gli stucchi sia delle cappelle e della cupola (ad opera di Aimi), nonché gli affreschi del catino absidale e dei pennacchi della cupola (ad opera di Dal Prato). Nel 1965 viene innalzato il campanile fino all’attuale altezza di 70 m.
Dal 1970 al 2000, in questi 30 anni di parrocchialità, don Lino Boselli, succeduto a mons. Cavagnari, ha provveduto al recupero e al restauro di tutte lo opere d’arte contenute all’interno della chiesa parrocchiale.
L’attuale chiesa è a forma di croce latina in semplice e moderno stile neoclassico. I suoi confini sono segnati dalla piazza Garibaldi (facciata), da v.Dante (lato est) e v.Mazzini (lato ovest) e dal cortile della canonica (abside).
a cura di Lino Casaletti – archivista parrocchiale
Mons.Faglioni, l’attuale parroco ha continuato l’opera di restauro con importanti interventi, primo fra tutti la sistemazione del tetto.

Rispondi